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Psicologo – Psicoterapeuta Cagliari

Dr. Michele Vecera – Blog di Psicologia e Psicoterapia.

ANSIA: L’EPIDEMIA DEL VENTUNESMO SECOLO? (Il disturbo d’ansia non esiste!)

ansia munchNel titolo di quest’articolo parlo di epidemia partendo da un dato che osservo continuamente nel mio lavoro, ovvero il fatto che circa l’80% delle persone che arrivano nel mio studio alla domanda “che cosa la porta qui?” riferiscono, a vario titolo, di soffrire di qualche problema legato all’ansia.

Viene spontaneo allora chiedersi se non ci troviamo davanti ad un fenomeno epidemico, se per caso non si stia diffondendo un  “morbo del disturbo d’ansia”.

Voglio rispondere a tali quesiti dicendo che in realtà non c’è nessuna epidemia ansiosa né qualche misterioso morbo che la provochi anzi, come già fatto nel sottotitolo, mi spingerò oltre affermando che IL DISTURBO D’ANSIA NON ESISTE!

In realtà non sono impazzito, come quest’ultima affermazione potrebbe far pensare, né la mia intenzione è quella di negare la veridicità e l’utilità dei manuali diagnostici dei disturbi mentali (ad es. DSM V e ICD10) che descrivono con precisione le caratteristiche dei disturbi d’ansia.

Più che altro vorrei riflettere sui limiti di tali metodi di classificazione che, se da un lato descrivono i sintomi in termini chiari e con un linguaggio comune e condiviso, dall’altro lato pagano i limiti che inevitabilmente hanno i metodi di mera classificazione, ovvero il fatto di perdere gli aspetti individuali e irripetibili presenti in ogni situazione e di conseguenza perdere gli innumerevoli significati che possono esserci dietro una serie di sintomi. Per chiarire meglio quanto detto finora è però necessario capire meglio di cosa parliamo quando ci riferiamo all’ansia.

COS’È L’ANSIA

L’ansia è un’esperienza corporea (prima che mentale), nel senso che è uno stato di attivazione fisiologica indifferenziata accompagnata dai sintomi che ben conosciamo (tachicardia, sensazione di affanno sudorazione, tensione muscolare ecc.) ai quali spesso si accompagnano una serie di stati mentali e pensieri riassumibili in un generale stato di preoccupazione e/o di agitazione.

Entro certi livelli, l’ansia è una reazione normale e anche utile che serve ad attivarci ad esempio prima di affrontare una determinata situazione (ad es. un esame, un colloquio di lavoro ecc.).

Diventa un disturbo quando tale stato di attivazione raggiunge livelli troppo alti e soprattutto quando è costante nel tempo fino ad occupare gran parte delle nostre giornate anche senza motivi apparenti.

I sintomi del disturbo d’ansia sono inoltre trasversali nel senso che possiamo trovarli inseriti nelle più svariate situazioni cliniche e non; si possono osservare infatti sintomi ansiosi praticamente in tutti i quadri psicologici come gli stati depressivi, i disturbi di personalità, le varie dinamiche relazionali, la gravidanza, le diverse tappe di vita ecc. fino agli stati psicotici (nei quali è comunque più corretto parlare di angoscia).

Quando affermo che il disturbo d’ansia non esiste quindi mi riferisco al fatto che l’ansia non è un fenomeno a sé stante, ma è sempre una delle manifestazioni che si inseriscono in un quadro più complesso e che per questo assume dei precisi significati, diversi per ogni singolo individuo. Tali considerazioni hanno importantissime ripercussioni sul loro trattamento.

COME AFFRONTARE I DISTURBI D’ANSIA?

Innanzitutto occorre tenere ben presente che gli stati e i sintomi ansiosi non vanno mai sottovalutati!

Come abbiamo visto essi sono stati del corpo che ci sta mandando dei segnali rispetto a contenuti che non riescono ad essere mentalizzati/elaborati perché, per svariati motivi, non siamo in grado di dar loro un senso o perché riflettono contenuti disturbanti o dolorosi che abbiamo rimosso e che pertanto non sono attualmente più accessibili alla coscienza.

Per tali motivi è necessario restituire loro significato, inserirli nel più complesso contesto della personalità e della storia di vita di ognuno al fine di demolire la sensazione di fenomeni che arrivano dall’alto e prendono il controllo senza motivo apparente.

Ancora di più questo vale se i sintomi raggiungono l’intensità di un attacco di panico, anche se ciò dovesse verificarsi solo una o poche volte! In questi casi infatti ci troviamo di fronte ad un segnale forte del sistema psico-corporeo, una sorta di corto circuito che non deve essere assolutamente sottovalutato anche perché si corre il rischio di darne significati distorti che possono essere generalizzati a situazioni che in realtà poco o nulla c’entrano col fenomeno (ad es. avere un attacco di panico in auto può farci pensare che sia lo stare in auto ad averlo provocato e, se la situazione si aggrava, possiamo generalizzare tale credenza a tutti i mezzi di trasporto). Tanto più si corre il rischio di interpretazioni distorte poiché spesso gli attacchi di ansia e panico si verificano in momenti di vita positivi (ad es. una promozione o il raggiungimento di tappe importanti), la qual cosa contribuisce ad alimentare la falsa credenza che si tratti di fenomeni privi di significato e incontrollabili.

Per tutti questi motivi, difficilmente saranno efficaci a lungo termine trattamenti che si concentrano esclusivamente sui sintomi (ad es. terapie esclusivamente farmacologiche o tecniche che lavorano solo sul sintomo). Bisognerebbe sempre puntare strategie di tipo  integrato.

Perché si abbiano risultati duraturi infatti è necessario restituire dignità e significato ai segnali del corpo, il quale, attraverso i sintomi dell’ansia, ci sta parlando di aspetti emotivi ai quali, per le più svariate ragioni, non riesce ancora a dare un nome. Siamo noi allora a dover riconsegnare un nome, un significato e un contesto alle emozioni che ne sono rimaste orfane, e ciò può avvenire solo tramite percorsi che passano anche attraverso l’autoconoscenza e attraverso nuove donazioni di senso alle storie personali.

Voi cosa ne pensate?

 

Michele Vecera

Psicologo – Psicoterapeuta

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Perchè dovrei andare dallo Psicologo?

Apro questo spazio con la domanda perchè dovrei andare dallo Psicologo?”  in quanto intorno allo psicologo e alla psicologia c’è spesso parecchia confusione, quindi direi di cominciare col fare chiarezza su chi è e cosa fa questo strano individuo.

Innanzitutto cerchiamo di dare una definizione di Psicologia che si può descrivere come la “scienza che studia il comportamento umano e che cerca di comprendere e interpretare i processi mentali, emotivi ed affettivi che lo determinano”.

Data questa sommaria definizione vediamo ora cosa fa lo Psicologo:

nell’art. 1 della Legge 56/89 si legge che “la professione di Psicologo comprende l’uso di strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alla comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito”.

Potremmo continuare a perderci in altre decine di definizioni, ma quello che mi preme far passare in questo spazio è sganciare la figura dello Psicologo dall’idea di malattia a cui ancora troppo spesso fanno riferimento i luoghi comuni.

Come si intuisce dalle brevi definizioni sopra riportate lo Psicologo si occupa fondamentalmente di salute intesa non come assenza di malattia, ma come stato di benessere ed equilibrio generale da perseguire attraverso l’informazione, la prevenzione e la conoscenza dei meccanismi di funzionamento comportamentali, mentali ed emotivo-affettivi.

Perchè dunque andare dallo Psicologo?

Fondamentalmente l’esperienza di un percorso psicologico dovrebbe essere letta come un percorso di autoconoecenza e di ampliamento della propria consapevolezza finalizzato ad ottenere benessere personale attraverso la comprensione dei meccanismi mentali, emotivi ed affettivi che guidano i comportamenti funzionali e disfunzionali.

Ciò vuol dire che non necessariamente debba esserci un disturbo clinico come ad esempio ansia o depressione ecc., ma ci si può rivolgere ad uno psicologo semplicemente perchè si desidera incrementare la propria crescita personale, magari in un momento di vita in cui alcuni eventi possono aver minato un precedente equilibrio.

I tipi di percorso possono poi essere molteplici (consulenza, sostegno, psicoterapia…).

Rimandiamo ad un prossimo appuntamento l’approfondimento sui vari percorsi di cui potete intanto trovare una descrizione nella pagina servizi e attività di questo sito.

Voi cosa ne pensate?

COMMENTATE, CONTATTATEMI E PARLIAMONE INSIEME.

A presto e buon equilibrio a tutti!

Michele Vecera

BENVENUTI!

Salve a tutti e benvenuti su questo blog dedicato ai temi della Psicologia e della Psicoterapia.

Oltre che per far conoscere me e le mie attività, ho aperto queste pagine immaginandole come uno spazio di confronto e discussione dove chi è interessato può manifestare le proprie curiosità e i propri interessi intorno ai temi del “mondo Psy“.

L’invito perciò è di porre le vostre domande, suggerire argomenti su cui vi piacerebbe saperne di più, esprimere perplessità e curiosità, raccontare esperienze, in una parola PARTECIPARE!

Vi aspetto!

Buona giornata e buon equilibrio a tutti!

Michele Vecera

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